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Il nome del nostro progetto non è casuale. Abbiamo scelto di attingere alla radice greca akéomai, che non indica una guarigione magica o istantanea, ma l'atto meticoloso e paziente del rammendare.

Nella mitologia greca, Akèso era la divinità che presiedeva alla guarigione lenta. Figlia di Asclepio, il dio della medicina, Akèso non si occupava della cura universale o della prevenzione: lei sedeva accanto a chi era stato ferito per ricucire, un punto alla volta, il tessuto lacerato dalla sofferenza. Il suo nome veniva usato proprio per indicare l'azione di riparare un vestito strappato o una vela squarciata dalla tempesta.

Da questa visione nasce il fondamento nostro servizio:

Akèsis rappresenta l'azione, il percorso attivo della guarigione, quel filo che scorre e che dice a chi soffre:

"Siamo nel mezzo della tua riparazione".

Un ponte tra AIVIC e Istituzioni

Un trauma sanitario è come uno strappo violento nel tessuto della vita di una famiglia: da quel momento, l’esistenza appare come un abito logoro che non sembra più poter essere indossato.

È proprio da questa consapevolezza che nasce la nostra collaborazione con l’ASP di Catania. Insieme, stiamo lavorando a un progetto pilota che vuole essere l'ago e il filo di quel rammendo. Non promettiamo di cancellare la cicatrice, ma offriamo la dedizione necessaria per rimettere insieme, un passo alla volta, i lembi di un’anima squarciata.

Oltre l'emergenza: la prevenzione come scelta etica

Questo impegno non si configura solo come un atto di vicinanza umana, ma si inserisce in una visione scientifica d'avanguardia orientata alla prevenzione primaria. La letteratura medica internazionale e gli studi più recenti sulla correlazione mente-corpo dimostrano, in modo inequivocabile, che il dolore psicologico non elaborato, se lasciato a se stesso, non resta confinato nel pensiero, ma si somatizza, alterando i sistemi biologici e trasformandosi in vera e propria malattia fisica.

Intercettare la fragilità prima che questa si cristallizzi in patologia è l'unica strada efficace per tutelare il benessere del cittadino e, contemporaneamente, alleggerire il carico su un sistema sanitario già in forte affanno. Con Akèsis, proponiamo un modello che trasforma l'ascolto professionale in uno strumento di conciliazione, dimostrando che la Sanità Pubblica può avere il coraggio e la sensibilità di farsi carico non solo della malattia clinica, costruendo un presidio che non serve a riparare le persone, ma a non permettere che si spezzino.

Un’eredità di cura che continua

Il progetto porta con sé una dedizione speciale: quella alla Dott.ssa Maria Pia La Mela e al Dott. Carmelo Alizzio. Entrambi stimati Dirigenti Medici presso lo SPRESAL di Catania.

Abbiamo scelto di intitolare a loro questo servizio proprio perché la nostra visione incarna la loro missione di prevenzione, oltre che quella di cura. Il nostro logo, con la "e" stilizzata che racchiude una mela, è un omaggio silenzioso a loro.

Oggi, il loro spirito continua a camminare attraverso questo sportello, trasformando il vuoto incolmabile della loro perdita in una carezza per chi ha bisogno di essere sostenuto.

Il progetto è attualmente in fase di realizzazione: stiamo lavorando con dedizione affinché questa visione diventi presto un presidio attivo di riferimento.

Continueremo ad aggiornarvi su questa pagina man mano che il nostro disegno prenderà forma.

Se desideri sostenere le attività di AIVIC e il progetto Akèsis, puoi dare il tuo contributo

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